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Gian Lorenzo Bernini fu un artista poliedricoBernini, massimo esponente della cultura barocca.
La sua formazione avvenne prima a Napoli e successivamente nell’ambito artistico romano, sotto la guida del padre Pietro
spesso impegnato in lavori commissionati dal Papa Paolo V.
Sin dalla giovane età grazie all’ esperienza del padre, ma innanzitutto alla sua spiccata e precoce dote nella scultura,
fu notato da molti esponenti e personaggi importanti nel mondo ecclesiastico e non solo.

Tramite il padre, che ben pubblicizzava il figlio, Gian Lorenzo entrò in contatto con il cardinale fiorentino Maffeo Barberini (Urbano VIII, divenuto papa nel 1623)
che gli commissionò alcuni interventi su una delle Pietà incompiute di Michelangelo Buonarroti, ed altri lavori di un certo valore.
Sotto la protezione di Papa Urbano VIII, si moltiplicarono per Bernini i riconoscimenti ufficiali.

Il 5 febbraio 1629, Bernini assunse la direzione dei lavori a San Pietro in Vaticano, succedendo a Carlo Maderno.
Gli interventi del Bernini furono moltissimi nella basilica di San Pietro e tra i più famosi:

il monumentale baldacchino di San Pietro.

Per comprendere meglio da dove scaturisse la sapienza dell’artista nel creare nuove iconografie,
Questa va ricondotta ad un’attitudine personale che ha a che fare con la fede dalla Biografia scritta da Domenico, figlio dello scultore del 1713
Il figlio ricordando la condotta religiosa del padre scrisse: “Conviene ritrarre alquanto il discorso e dimostrare quanto singolare nel Cavaliere Bernino fosse la bontà della vita e con quanta
unione di massime cristiane rendesse riguardevoli le belle e le molte doti del suo animo” ed aggiunge “era cosa di grande stupore, come un’huomo impiegato in tante e ragguardevoli

occupazioni, ogni mattina udisse devotamente la Messa”. A questo segue un elenco delle pratiche devozionali che il padre praticava tra cui: la visita al
SS. Sacramento , l’intima e personale preghiera e la recita dei sette salmi penitenziali.
Bernini ha la consapevolezza dell’oggettività della bellezza, simbolo di una connessione tra l’ uomo ed il suo Creatore in quanto a sua immagine e somiglianza.
Ultima Opera scultorea del Bernini già ottantenne fù Il busto del Salvatore (Salvator Mundi) in cui voleva ritrarre il “Più Bello dei Figli d’Uomo”, ed onorarlo.
BerniniBernini

Il 25 gennaio 2019 la fotografa Daniela di Sarra, curatrice della mostra Fratello Sole – Sorella Luna, ipotizzò che l’autore si fosse ispirato al Volto di Gesù impresso nella Sindone,
l’ipotesi trovò una larga condivisione di pubblico e critica e sui vari motori di ricerca si trovano svariate comparazioni fotografiche.

Potrebbe quindi il Bernini partendo da quell’ immagine aver voluto creare una statua Vibrante,

con la figura del Cristo Vivo, simbolo della Resurrezione Eterna.

BerniniBernini

 

 

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