0 Elementi

La Settimana Santa è il periodo nel quale il Cristianesimo, e in particolare la Chiesa Cattolica, celebra gli eventi di fede correlati agli ultimi giorni di Gesù, la sua Passione, Morte e Resurrezione.

La settimana santa, i sette giorni che precedono la Santa Pasqua nonché la risurrezione di Cristo, è da sempre sinonimo di tradizione e feste popolari in tutto il mondo.

In Sicilia, in particolare, notoriamente terra di tradizioni, numerosi sono i festeggiamenti religiosi che da secoli annunciano la risurrezione di Gesù Cristo.

Tra le più sentite vi sono le feste di Ortigia, Biancavilla, Messina e Trapani.

settimana santa

Cristo muore ad Ortigia.

La piccola isola, nel cuore di Siracusa, nota per i suoi tesori, viuzze e scorci sul mare è un perfetto palcoscenico per celebrare, ricordare e rivivere la Passione di Cristo.

Le chiese silenziose ma aperte rendono la notte del giovedì santo eterna e suggestiva. Sono piene di “Sepolcri”, creati con decorazioni, fiori e frutti.

Pathos ed emozione riempiono la notte grazie a ben nove chiese tutte coinvolte in un unico rito.

Il Sepolcro più suggestivo è quello che si trova nella Chiesa di Santo Spirito; qui vi è la rappresentazione dei “Misteri”, statue in stoffa, che sotto le navate della chiesa, raccontano la Passione di Cristo.

Il venerdì santo è il giorno della processione del Cristo, morto nella sua bara di vetro, e dell’Addolorata, chiusa nel suo pianto e nel suo Manto nero. Il primo esce dalla chiesa di San Filippo, la seconda dalla Chiesa del Carmine.

Durante il corteo funebre, il Cristo passa, nella sua tomba circondata da Angeli; ciascuno mostra gli strumenti di tortura che hanno ucciso Gesù Cristo.

L’isola si tinge di nero, di lutto e di tristezza. Muore Gesù. E qui, in riva al mare, si piange insieme alla Vergine Madre.

A paci di Biancavilla, il volo di un Angelo.

A Biancavilla la festa parte dall’angelo Gabriele, lo stesso che aveva annunciato a Maria che sarebbe stata Madre. È lui il protagonista della Domenica di Pasqua a Biancavilla.

Dalla chiesa Annunziata esce l’Angelo Gabriele, accompagnato dalla banda del paese, che annuncia la lieta notizia della risurrezione, arrivando fino alla chiesa Madre per poi far ritorno in piazza Annunziata, dove assiste all’incontro tra la Vergine Santa e la statua in cartapesta del Cristo Risorto.

Qui la Madonna, accompagnata dalla banda che suona, bacia il costato del Figlio Risorto, la cosiddetta “A Paci”, mentre l’Angelo assiste alla scena. Al seguito dell’Angelo Gabriele ha inizio il corteo.

Le confraternite locali portano il Cristo e la vergine Santa, mentre i giovani l’Angelo Gabriele.

I simulacri sono addobbati con fiori e fave.

Il rito di Biancavilla è ricco di contraddizioni, secondo i Vangeli infatti l’incontro messo in scena dai tre simulacri non è mai avvenuto.

Sono tradizioni e credenze che si sovrappongono e mescolano sacro e profano, vangelo e credenze popolari, in un clima di festa, di spensieratezza e di gioia. È Pasqua.

Le Barette di Messina.

La processione delle Barette, 11 caratteristici gruppi scultorei che, dall’Ultima Cena a Gesù nel Sepolcro, raccontano e fanno rivivere la Passione di Cristo.

Nel convento della Pace sono custodite tutto l’anno le “Barette”. Da qui inizia infatti la processione per poi addentrarsi, tra le marce funebri della banda e il suono dei tamburi che li precedono, per le vie di Messina.

Le Barette vengono portate a spalla da più di 200 portatori in saio bianco.

Il suono del battitore scandisce il tempo: a colpi di martello sulla Baretta, gestisce i tempi di sosta, fermata, sollevamento e discesa. La figura del battitore è un importante figura che si tramanda di padre in figlio.

Da più di 400 anni, questo rituale accoglie migliaia di persone che assistono e celebrano insieme la risurrezione di Cristo.

La processione delle Barette di Messina, ogni Venerdì Santo, riesce a radunare uno stuolo di gente e creare un’atmosfera davvero suggestiva.

Settimana Santa

I Misteri di Trapani. Soldati, Re e Vergini Piangenti.

Nella chiesa delle Anime Sante del Purgatorio di Trapani sono custoditi i 20 “misteri” di Trapani, antiche macchine processionali che invadono la città ogni venerdì santo per 24 ore.

È la più lunga manifestazione religiosa italiana e tra le più antiche. I Sacri gruppi dei Misteri percorrono infatti gran parte delle vie della città siciliana, in uno spettacolo di luci, suoni, colori ed emozioni. Si tratta di una tradizione dalle evidenti origini spagnole che si rappresenta da quasi 400 anni.

I Misteri sono venti raffigurazioni artistiche della Passione e Morte di Cristo, esattamente diciotto gruppi, più i due simulacri di Gesù Morto e di Maria Addolorata.

Le statue vengono addobbate con preziosi ornamenti in argento ed elaborate composizioni floreali, illuminate in modo da far risaltare i tratti del volto, le movenze di dolore e sofferenza. Ogni gruppo è portato a spalla da non meno di dieci uomini, detti massari. I portatori conferiscono alla processione uno dei suoi aspetti più significativi: l’nnacata. Con questo termine si intende il movimento impresso al gruppo seguendo le cadenze dei brani musicali suonati dalle bande.

Il lungo corteo si conclude, dopo un’interminabile notte, il sabato santo presso la Chiesa del Purgatorio.

Buona Pasqua a voi tutti!

Apri chat
Hai bisogno di aiuto? Contattaci!